Cos’è la dipendenza affettiva?

Proviamo ad analizzare i sintomi, le cause più comuni e i rimedi più efficaci per contrastare la dipendenza effettiva e le conseguenze negative legate a questo tipo di stile relazionale maladattivo.

Iniziamo da un caso clinico di dipendenza affettiva

Giulia (nome di fantasia) ha recentemente completato gli studi. Ha un lavoro che svolge diligentemente, un aspetto curato. Riferisce di avere buoni rapporti familiari, malgrado qualche problema vissuto con i genitori soprattutto negli anni dell’infanzia e dell’adolescenza. Ora afferma di aver trovato un buon equilibrio nel suo sistema familiare, inoltre riferisce di non aver mai avuto particolari problemi nel fare e mantenere le amicizie. Fino a due anni fa, quando ha incontrato Marco. Da allora riferisce di essersi pian piano allontanata dalle sue amiche e dai suoi amici, di essere cambiata “come avviene in tutte le coppie”, di “essere stata felice con lui” e di tentare di ricercare ancora quella felicità nella vita quotidiana con il partner.

Il problema è che Giulia fatica a ritrovarla, quella felicità. Lei stessa ne attribuisce la causa, in modo a volte diretto, a volte mediato da particolari eventi o litigi circoscritti, al suo rapporto con Marco. Racconta di essersi a mano a mano distaccata dai suoi interessi personali perché, a suo dire, tende a condividere il proprio tempo libero con la persona che ama e, di conseguenza, ad adattarsi agli interessi del suo ragazzo. Così il calcio, finora sempre ignorato, diventa l’appuntamento fisso della domenica, accompagnandola settimana dopo settimana. La palestra che frequenta da due anni si trasforma in qualcosa che forse un giorno riprenderà. Inizia a sentire le amiche come punti di riferimento sempre più lontani e meno presenti nella sua vita.

Ma allo stesso tempo ci sono dei giorni in cui prova rabbia e frustrazione: sente la mancanza delle sue amiche, fatica a riconoscersi allo specchio, così dopo qualche mese decide di riprovare a prendere in mano i propri interessi. Contrariamente a quanto avviene in un rapporto sano, però, assiste alla trasformazione di una semplice uscita con le amiche in un litigio furibondo, spesso associato a bruschi allontanamenti o ad aggressioni – anche solo psicologiche – da parte del partner. A questo punto si innesca un circolo vizioso che porta Giulia ad adottare una delle strategie adattive più comuni dell’essere umano: l’evitamento. Semplicemente smette di organizzare uscite e/o di rispondere agli inviti di amici e conoscenti, rinuncia alla palestra, si appassiona, o meglio tenta di appassionarsi, al calcio. E la domenica diventa la sua valvola di sfogo che, però, pare non svolga propriamente il suo dovere. La sua cerchia affettiva, dagli amici ai parenti, si va restringendo, assumendo la forma di una piramide al cui vertice pone Marco. Anche le amiche, di riflesso, smettono di chiamarla, un po’ per mancanza di esperienze e interessi condivisi, un po’ perché stufe dei continui rifiuti.

Marco diventa la bussola che muove le sue giornate, dal mattino alla sera e a volte le impedisce di dormire serenamente. Sebbene Giulia riesca sporadicamente a fare luce su ciò che le sta accadendo, le sembra difficile, se non impossibile, distaccarsi emotivamente dal suo partner e imporsi al suo volere per riprendere in mano la propria vita.

Altre volte ha l’illusione che tutto vada per il verso giusto e fatica a rendersi conto che il suo umore, la sua prestazione lavorativa o scolastica, i suoi successi quotidiani, la forma fisica e tante altre sfaccettature della vita quotidiana dipendono da Marco, che come una bussola muove la sua intera esistenza per evitare la paura primordiale di essere abbandonata dalla persona che ama. Da qualche mese Giulia si è rivolta ad uno psicologo perché ha iniziato a soffrire di attacchi di panico…

Definizione DI dipendenza affettiva

La dipendenza affettiva può essere definita come uno stile relazionale di tipo disfunzionale in cui uno o entrambi i partner vivono la relazione di coppia come un elemento unico, insostituibile e necessario per la propria vita e il proprio benessere.

Sintomi della dipendenza affettiva

Nel caso clinico sopra riportato possiamo osservare un esempio di dipendenza affettiva e i sintomi correlati. Giulia ha il terrore di perdere il partner, non riesce a immaginare una vita senza di lui. Alla base di questi pensieri distorti vi è il terrore dell’abbandono e della separazione. E poiché la paura si associa a sensazioni ed emozioni negative e difficili da sopportare, Giulia passa da uno stato di idealizzazione estrema in cui arriva a mentire a sé stessa affermando che il rapporto la rende felice, a momenti più lucidi in cui riconosce di sperimentare una paura di essere sé stessa che la porta a trasformarsi in qualcosa di diverso. Ciò la spinge ad annullarsi pur di non mettere a rischio l’incolumità e la continuità della relazione di coppia, evitando così il pericolo di affrontare un eventuale separazione o la rottura.

In questi momenti, però, la persona che soffre di dipendenza affettiva spesso sperimenta un altro tipo di emozioni negative, spesso associate a senso di colpa, rabbia e umore irritabile. Potenzialmente in questi momenti potrebbe riprendere realmente la sua vita in mano trasformando queste emozioni in una molla, in un mezzo di riscatto.

Tuttavia la reazione aggressiva del partner, spesso associata a una gelosia morbosa (che la trasforma in un accessorio più che in una vera e propria compagna) dà origine a forti litigi.

Qui subentra un ulteriore ostacolo: malgrado i tentativi di rivalsa l’incapacità di tollerare la solitudine la porta a scegliere di privilegiare la relazione a due, mettendo da parte tutte le emozioni negative che essa comporta fino a non riconoscerle come parte di sé. Paradossalmente, però, le emozioni e le sensazioni che tutti noi proviamo non sono casuali ma sono componenti centrali della nostra esistenza con il preciso scopo di soddisfare dei bisogni. Bisogni che, nel caso di Giulia, restano inascoltati (ma comunque presenti) e sfociano dapprima in un calo dell’autostima e, in seguito, si trasformano in attacchi di panico e varie problematiche legate all’ansia. Ovviamente talvolta le stesse dinamiche si estendono anche alla sfera sessuologica.

Dinamiche della dipendenza affettiva

Proprio come accade nel caso dei disturbi di dipendenza legati all’uso di sostanze, la persona crede di non riuscire a vivere senza il suo partner.  Quest’ultimo diventa il punto di riferimento unico e immodificabile in grado di soddisfare i propri bisogni: dalle esigenze legate allo svago ai momenti di confronto e confidenza che, se prima venivano soddisfatti da amici e parenti, ora possono essere esauditi solo dal partner. Il nucleo patologico alla base della dipendenza affettiva è rappresentato dalla paura dell’abbandono, per cui la persona mette in atto una serie di mutazioni al proprio comportamento che la portano ad automanipolare la propria vita per non rinunciare all’amato, fino a non riconoscere i propri bisogni, arrivando persino a negare sé stessa.

Spesso la causa ha origine nella propria infanzia e, più precisamente, in uno stile di attaccamento con le figure primarie in cui il rifiuto e la paura dell’abbandono hanno rivestito un ruolo cruciale. Ciò spinge dapprima il bambino e in seguito l’adulto a impostare i rapporti con l’altro secondo un modello di vulnerabilità personale che porta la persona a vedere sé stesso come vulnerabile e inefficace e l’altro come forte e accudente.

La maggior parte delle persone che soffrono di dipendenza affettiva hanno sperimentato uno stile di attaccamento insicuro che, crescendo, le porta a cercare una conferma di sé nell’altro. L’altro non diventa solo un partner idealizzato ma si configura come l’unica persona in grado di soddisfare i propri bisogni. E spesso, malgrado la disfunzionalità della relazione e tutte le conseguenze che può comportare, queste coppie restano insieme a lungo, a volte anche per sempre.

L’incastro della dipendenza affettiva

A questo punto verrebbe da pensare che il problema risieda principalmente o in via esclusiva in colui che basa le proprie relazioni su uno stile dipendente…niente di più sbagliato! In molti casi, infatti, un rapporto basato sulla dipendenza affettiva si configura come un incastro perfetto tra una persona insicura e una manipolativa.

Quest’ultima tende a scegliere appositamente (anche se a volte la scelta non è propriamente consapevole) un partner sottomesso e vulnerabile, da accudire o sottomettere in base al proprio stile di attaccamento dominante. Talvolta il manipolatore tende a sottomettere l’altro per affermare la propria forza, alimentando un circolo vizioso secondo il quale più sottomette il partner, tanto più il partner sperimenta paura dell’abbandono e annulla sé stesso, legandosi al primo e fornendogli più sicurezza fino all’assoluta certezza dell’impossibilità della perdita del legame affettivo.

Restare incastrati in una relazione basata sulla dipendenza affettiva porta inevitabilmente alla conferma di non valere nulla e a sua volta riduce il livello di autostima poiché alimenta l’errata convinzione: “non valgo nulla quindi probabilmente troverà una donna/un uomo migliore di me”. A questo punto, come è facile immaginare, la persona sperimenta una graduale perdita di autostima e di autoefficacia, che le impedisce di trovare soluzioni alternative e sembra costringerla a restare invischiata nel rapporto nonostante l’impossibilità di soddisfare realisticamente i propri bisogni primari.

Inoltre il dipendente affettivo reagirà alla paura dell’abbandono aumentando i pensieri e i comportamenti di controllo sul partner, innescando un’altra componente che alimenta ulteriormente il circolo vizioso descritto in precedenza.

Rimedi alla dipendenza affettiva

Inutile dire che la psicologia, come la medicina, è una scienza inesatta e sarebbe poco realistico suggerire un rimedio unico per “guarire” dalla dipendenza affettiva. Un percorso di sostegno psicologico e/o un percorso di psicoterapia, da valutare in base al quadro complessivo della persona, può aiutare a comprendere le proprie dinamiche e ad accettare il problema osservandolo in modo più distaccato e oggettivo.

Solitamente una migliore identificazione delle proprie dinamiche relazionali consente di ridurre gli effetti e l’annebbiamento tipico della dipendenza affettiva, reimparando a mano a mano a riconoscere i limiti della relazione di coppia e l’effetto distorto che quest’ultima causa sulla consapevolezza di sé e dei propri bisogni, riscoprendo punti di forza e di debolezza a lungo nascosti persino a sé stessi e sperimentando mano a mano stili relazionali sani.

 

Bibliografia:

Daniel, P. (2008). La dipendenza affettiva,come riconoscerla e liberarsene. Paoline, Milano

Norwood, R. (2013). Donne che amano troppo. Feltrinelli, Milano

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