Alzi la mano chi, leggendo libri o articoli di psicologia, non si è mai autodiagnosticato uno o più disturbi mentali. La sottoscritta conferma che più ci si avvicina alle discipline psicologiche e psichiatriche, tanto più può capitare di rispecchiarsi nelle descrizioni fornite dai testi scientifici del settore.

Tuttavia non basta soffrire di uno o più sintomi per rientrare in un certo disturbo mentale. La diagnosi psicologica richiede molto tempo, l’utilizzo di strumenti standardizzati ad hoc, il colloquio clinico (a dire il vero diversi colloqui), il vissuto personale del paziente, la sua storia di vita e, in molti casi, il punto di vista fornito dalla rete sociale e familiare della persona.

Per questo la lettura di testi di riferimento può fornire una panoramica iniziale per conoscere le varie sfumature della mente umana, ma non è certo sufficiente. Eppure molte persone arrivano dallo psicologo identificandosi in questo o quel disturbo mentale, appiccicandosi addosso etichette talvolta davvero difficili da rimuovere…

Quel che è certo è che, a prescindere dall’orientamento del professionista, per elaborare una diagnosi clinica lo psicologo utilizza manuali diagnostici riconosciuti a livello internazionale. Uno di questi manuali è il DSM V, Diagnostic and Statistic Manual for Mental Desorders giunto ormai alla quinta edizione.

Il DSM V raggruppa i principali disturbi mentali in 20 categorie diagnostiche che a loro volta contengono quadri clinici specifici:

  • Disturbi del neurosviluppo
  • Disturbi dello spettro della schizofrenia e altri disturbi psicotici
  • Disturbi bipolari e disturbi correlati
  • Disturbi depressivi
  • Disturbi d’ansia
  • Disturbo ossessivo compulsivo e disturbi correlati
  • Disturbi correlati a eventi traumatici e stressanti
  • Disturbi dissociativi
  • Disturbi da sintomi somatici e disturbi correlati
  • Disturbi della nutrizione e dell’alimentazione
  • Disturbi dell’evacuazione
  • Disturbi del sonno-veglia
  • Disfunzioni sessuali
  • Disforia di genere
  • Disturbi da comportamento dirompente, del controllo degli impulsi e della condotta
  • Disturbi da abuso di sostanze e disturbi da addiction (dipendenze)
  • Disturbi neurocognitivi
  • Disturbi di personalità
  • Disturbi parafilici
  • Altri disturbi mentali

Ad eccezione dell’ultima, tutte le altre categorie diagnostiche contengono un ampio spettro di disturbi mentali accomunati da un preciso nucleo che causa varie tipologie di disfunzioni.

Dopo aver preso visione dell’elenco dei disturbi mentali, però, è importante sapere che quelle sopra riportate sono esclusivamente categorie diagnostiche. Si tratta di semplici punti di riferimento, che possono offrire una buona visione di partenza di alcune dinamiche disfunzionali che possono interessare l’individuo, ma che certamente non sono in grado di rappresentarlo nel suo insieme.

Ogni individuo deve considerarsi ed essere visto nella sua unicità e totalità: un lavoro tutt’altro che semplice, ma necessario. Per questo motivo qualsiasi diagnosi psicologica non può limitarsi alla sola formulazione della diagnosi e quindi dell’attribuzione di una determinata patologia, ma deve necessariamente includere le peculiarità individuali, i punti di forza e di debolezza che caratterizzano la persona rendendola unica, per poi costruire un eventuale percorso di sostegno e/o cura cucito su misura per lui.

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